Compianto su Cristo deposto dalla croce

Informazioni principali

[Info]Anamnesi storico / artistica

Il dipinto, che combina i temi della deposizione dalla croce e del compianto su Cristo morto, mostra in primo piano un gruppo di persone che dal punto di vista compositivo richiamano la Pietà di Rosso Fiorentino a San Sepolcro. Sul vaso appoggiato a terra accanto alla Maddalena: «GIORGIO VASARI/ARETINO FACEVA».

Notizie sulla commissione si ritrovano nell’autobiografia di Giorgio Vasari (1568). L’artista si recò a Ravenna il 15 gennaio 1548 per concordare con l’abate di Classe e padre Romualdo da Verona i termini del contratto per la Deposizione. Documentato a Rimini il 25 gennaio e ad Arezzo il 20 febbraio, alla fine di marzo Vasari era di ritorno a Ravenna per dedicarsi finalmente alla commissione dei Camaldolesi, a motivo della quale si tratteneva ancora in città alla fine del mese successivo. Nei registri del monastero di Sant’Apollinare in Classe è segnato un pagamento effettuato al Vasari per questa Deposizione in data 23 giugno 1548. Come riporta lo stesso artista nelle Vite del 1568, la cornice lignea riccamente scolpita è opera di Giuliano di Baccio d’Agnolo. Presenta un motivo di foglie d’acanto fortemente aggettanti contro un fondo azzurro scuro, racchiuso tra un giro d’ovuli e un festone di frutti e foglie intrecciati che percorre senza interruzione il bordo interno.

Stando alle fonti, l’opera fu collocata in origine nel coro della chiesa di San Bartolomeo in turricula, poi riconsacrata dai monaci camaldolesi con il nome di San Romualdo, e successivamente trasportata nelle stanze abbaziali. In questa nuova sede restò anche dopo la soppressione del monastero (1798), fino all’istituzione della Galleria annessa all’Accademia di Belle Arti alla quale pervenne nel 1829.

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Il dipinto, che combina i temi della deposizione dalla croce e del compianto su Cristo morto, mostra in primo piano un gruppo di persone che dal punto di vista compositivo richiamano la Pietà di Rosso Fiorentino a San Sepolcro. Sul vaso appoggiato a terra accanto alla Maddalena: «GIORGIO VASARI/ARETINO FACEVA».

Notizie sulla commissione si ritrovano nell'autobiografia di Giorgio Vasari (1568), nella quale l'artista documenta il suo arrivo a Ravenna il 15 gennaio 1548 per concordare con l'abate di Classe e padre Romualdo da Verona i termini del contratto. Riscontri si trovano anche nei registri del monastero di Classe nei quali si attesta il pagamento effettuato al Vasari per questa Deposizione in data 23 giugno 1548.

Diagnostica e analisi

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Scheda informativa

Collocazione

Corridoio centrale

Certezza luogo esecuzione

Si

Anno esecuzione da

1548

Certezza data esecuzione

Si

Tecnica

Olio su tavola centinata (ora su nuovo supporto)

Cartina

Scheda informativa »

Collocazione

Corridoio centrale

Certezza luogo esecuzione

Si

Anno esecuzione da

1548

Certezza data esecuzione

Si

Tecnica

Olio su tavola centinata (ora su nuovo supporto)

Cartina

Interventi conservativi

Intervento conservativo

Intervento di restauro

Inizio intervento

1799

Fine intervento

1799

Restauratore

Francesco Zannoni

 

Intervento conservativo

Intervento di restauro. Consolidamento del colore e tentativo di correzione della curvatura del legno tramite rinforzo con spranghe orizzontali. Pulitura.

Inizio intervento

Fine 1800

Fine intervento

Fine 1800

Restauratore

Vinceslao Bigoni

 

Intervento conservativo

Intervento di restauro. Trasporto della pittura su un nuovo supporto.

Inizio intervento

1979

Fine Intervento

1981

Restauratore

Ottorino Nonfarmale, per cura dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna.

Interventi conservativi »

Intervento conservativo

Intervento di restauro

Inizio intervento

1799

Fine intervento

1799

Restauratore

Francesco Zannoni

 

Intervento conservativo

Intervento di restauro. Consolidamento del colore e tentativo di correzione della curvatura del legno tramite rinforzo con spranghe orizzontali. Pulitura.

Inizio intervento

Fine 1800

Fine intervento

Fine 1800

Restauratore

Vinceslao Bigoni

 

Intervento conservativo

Intervento di restauro. Trasporto della pittura su un nuovo supporto.

Inizio intervento

1979

Fine Intervento

1981

Restauratore

Ottorino Nonfarmale, per cura dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna.