Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Girolamo e Caterina d’Alessandria

Informazioni principali

[Info]Anamnesi storico / artistica

Donata al Comune dall’arcivescovo di Ravenna la pala fu ceduta nel 1887 alla Galleria dell’Accademia dal Museo Nazionale in cambio di marmi, capitelli e materiali lapidei. 

Si trovava nella chiesa ravennate dello Spirito Santo, per la quale fu eseguita, e dove viene citata dal Vasari (1568): «nella chiesa dello Spirito Santo è una tavola pur di sua mano (cioè del Rondinelli), dentrovi la Nostra Donna in mezzo, con Santa Caterina vergine e martire, e San Ieronimo». Dall’altare posto a sinistra di quello maggiore passò nella sacrestia, dove è segnalata poco dopo la metà del Seicento (Fabri 1664); nel secolo successivo fu trasferita nella chiesa di Santa Croce (Beltrami 1783).

L’impianto compositivo, di ascendenza veneta, si ispira a prototipi belliniani. La sacra rappresentazione si svolge all’aperto, in una caratteristica mescolanza di ambientazione architettonica e naturale, anch’essa peculiare della tradizione veneta, che ricorda modelli vicentini, in particolare quelli di Bartolomeo Montagna.

L’opera è da inserire tra quelle della maturità dell’artista, successiva pertanto al documentato soggiorno veneziano nel corso del quale il Rondinelli fu per vari anni allievo e collaboratore di Giovanni Bellini (circa dal 1490 al 1495 secondo Cesare Gnudi [1938, p. 111], dal 1485 al 1495 secondo F. Heinemann [1962, p.148]). Rondinelli è presente a Ravenna subito dopo, nel 1496; e non si hanno notizie di altri spostamenti. 

Alla prevalente componente belliniana qui si aggiungono influssi di diversa natura: Lorenzo Costa (pala con Madonna e Santi presso la Pinacoteca di Bologna del 1502), Melozzo e la cultura veneta di terraferma, veronese e vicentina.

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Eseguita in origine per la chiesa ravennate dello Spirito Santo, dove viene citata dal Vasari (1568), fu trasferita nel secolo successivo nella chiesa di Santa Croce (Beltrami 1783) e infine fu ceduta nel 1887 alla Galleria dell’Accademia dal Museo Nazionale.

Alla prevalente componente belliniana, riscontrabile nell'impianto compositivo, si aggiungono influssi di Lorenzo Costa, Melozzo e della cultura veneta di terraferma, veronese e vicentina, in particolare di Bartolomeo Montagna.

Diagnostica e analisi

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Scheda informativa

Collocazione

Corridoio Guidarello

Certezza luogo esecuzione

Si

Certezza data esecuzione

Si

Tecnica

Olio su tavola centinata

Altezza

257

Larghezza

194

Cartina

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Collocazione

Corridoio Guidarello

Certezza luogo esecuzione

Si

Certezza data esecuzione

Si

Tecnica

Olio su tavola centinata

Altezza

257

Larghezza

194

Cartina

Interventi conservativi

Intervento conservativo

Pulitura della pellicola pittorica

Inizio intervento

1978

Fine intervento

1980

Restauratore

Marisa Caprara

 

Intervento conservativo

Intervento di restauro

Inizio intervento

1994

Fine intervento

1994

Restauratore

Marisa Caprara

 

Intervento conservativo

Intervento di restauro

Inizio intervento

2000

Fine Intervento

2000

Restauratore

Sandro Salemme

Interventi conservativi »

Intervento conservativo

Pulitura della pellicola pittorica

Inizio intervento

1978

Fine intervento

1980

Restauratore

Marisa Caprara

 

Intervento conservativo

Intervento di restauro

Inizio intervento

1994

Fine intervento

1994

Restauratore

Marisa Caprara

 

Intervento conservativo

Intervento di restauro

Inizio intervento

2000

Fine Intervento

2000

Restauratore

Sandro Salemme