Madonna con il Bambino in trono fra una Santa martire e San Sebastiano (Pala di Cervia)

Informazioni principali

[Info]Anamnesi storico / artistica

Non esiste una documentazione che permetta di riscostruire un percorso storico-artistico unitario ed ancora oggi questa pala custodisce una fitta serie di enigmi.

In seguito ad un recente intervento di restauro, è stato possibile intraprendere nuove ricerche e studi per decifrare la lettura dell’opera. Si ritiene che la tavola sia stata dipinta agli inizi del Cinquecento per ornare un altare della scomparsa cattedrale di Cervia. L’accostamento con la pala di Longana – Sant’Apollinare fra i santi Sebastiano e Rocco opera sicura di Baldassarre Carrari – consente di puntualizzare l’attribuzione di Corrado Ricci passando la tavola al catalogo del pittore forlivese stabilmente documentato, a Ravenna a partire dal 1502 dove maturò la svolta veneta grazie ai contatti con Rondinelli. Le rinnovate condizioni conservative consentono di registrare una personalità formata sulla cultura prospettica di Melozzo da Forlì, come si avverte dal trono ottagono a prua di nave, e tuttavia fortemente orientata verso il magistero belliniano. E Baldassarre Carrari, belliniano di seconda mano, è l’unico nome che risponde a questa bizzarra e paradossale identità.

Il ritrovamento ha rinforzato il dettato iconografico confermando la vocazione del dipinto alla congregazione che si prendeva cura degli infermi. Ulteriori ridipinture sono affiorate sotto il gruppo della Madonna con il Bambino, rivelando in una quota sottostante e originaria l’esistenza di un santo barbuto e benedicente, con mitra vescovile, in atto di mostrare le Scritture, secondo un impianto iconografico codificato da Marco Palmezzano nella Glorificazione di Sant’Antonio Abate fra i santi Giovanni Battista e Sebastiano, ora presso la Pinacoteca civica di Forlì. 

Se si assume che il santo in trono sia san Paterniano, che la Bolla di Giulio II del 1511 riconosce patrono di Cervia, allora va a posto anche la collocazione originaria per la cattedrale cervese, e la ridipintura con la Madonna con il Bambino è perfetta per il passaggio alla Compagnia della Beata Vergine del Soccorso assicurata agli Agostiniani con la conversione di san Rocco in santa Caterina d’Alessandria.

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Non esiste una documentazione che permetta di ricostruire un percorso storico-artistico unitario ed ancora oggi questa pala custodisce una fitta serie di enigmi.

In seguito ad un recente intervento di restauro, è stato possibile intraprendere nuove ricerche e studi per decifrare la lettura dell’opera. Si ritiene che la tavola sia stata dipinta agli inizi del Cinquecento per ornare un altare della scomparsa cattedrale di Cervia.

Nella Pala si riscontrano influssi della cultura prospettica di Melozzo da Forlì e di Bellini in particolar modo nel trono ottagono a prua di nave.
Inoltre le indagini diagnostiche hanno evidenziato sotto il gruppo della Madonna con il Bambino l'originaria esistenza di un santo barbuto e benedicente, con mitra vescovile, secondo l'impianto iconografico codificato da Marco Palmezzano nella sua Glorificazione di Sant'Antonio Abate fra i santi Giovanni Battista e Sebastiano.

Diagnostica e analisi

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Scheda informativa

Collocazione

Corridoio Guidarello

Certezza luogo esecuzione

Si

Secolo da

XVI

Periodo da

Inizi

Certezza data esecuzione

Si

Tecnica

Olio su tela

Altezza

306

Larghezza

211

Cartina

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Collocazione

Corridoio Guidarello

Certezza luogo esecuzione

Si

Secolo da

XVI

Periodo da

Inizi

Certezza data esecuzione

Si

Tecnica

Olio su tela

Altezza

306

Larghezza

211

Cartina

Interventi conservativi

Intervento conservativo

Restauro conservativo dell’opera nella sua totalità storico-artistica e materica, senza intervenire sulle ridipinture più recenti che fanno comunque parte della storia del dipinto. La fase di pulitura è stata quindi limitata al ripristino della lettura cromatica dell’ultimo livello pittorico, mentre la sostituzione della parchettatura ha salvaguardato il supporto ligneo compromesso. I materiali ed i prodotti utilizzati nel restauro conservativo e nell’integrazione pittorica estetica rispondono ai criteri di compatibilità e reversibilità.

Inizio intervento

1987

Fine intervento

1987

Restauratore

Laboratorio del restauro s.r.l. Ravenna

Interventi conservativi »

Intervento conservativo

Restauro conservativo dell’opera nella sua totalità storico-artistica e materica, senza intervenire sulle ridipinture più recenti che fanno comunque parte della storia del dipinto. La fase di pulitura è stata quindi limitata al ripristino della lettura cromatica dell’ultimo livello pittorico, mentre la sostituzione della parchettatura ha salvaguardato il supporto ligneo compromesso. I materiali ed i prodotti utilizzati nel restauro conservativo e nell’integrazione pittorica estetica rispondono ai criteri di compatibilità e reversibilità.

Inizio intervento

1987

Fine intervento

1987

Restauratore

Laboratorio del restauro s.r.l. Ravenna