Deposizione di Cristo nel sepolcro

Informazioni principali

[Info]Anamnesi storico / artistica

L’ambientazione della scena ha posto al Carrari problemi di conformità alla narrazione evangelica, che l’artista risolve rappresentando l’azione dinanzi ad una grotta dotata di rozza apertura ad arco all’interno della quale è inserito un sarcofago quadrangolare privo di coperchio di cui si vede solo uno dei lati minori e parte di una fiancata; vi sta per essere calato il corpo di Cristo sorretto dal sudario. Giuseppe d’Arimatea, che tradizionalmente gode, per rango ed età, di una maggiore importanza rispetto a Nicodemo, regge il lenzuolo dalla parte del capo e il suo compagno, il cui aspetto non si differenzia sensibilmente da quello dell’altro, lo sostiene dalla parte dei piedi. Sono presenti anche la Vergine che contempla il Figlio ponendogli teneramente una mano sul torace, San Giovanni dall'aspetto dolente e le due Marie piangenti. In primo piano occhieggiano al suolo alcune pianticelle fiorite rese minutamente, probabilmente dotate di valenze simboliche. Il dipinto pervenne all'attuale collocazione dall'antica chiesa di San Nicolò in Ravenna, già officiata dai monaci dell’ordine Agostiniano e definitivamente chiusa al culto nel 1866. Vi è rappresentata la Deposizione di Gesù nel sepolcro, episodio riferito da tutti gli evangelisti (Matteo, 27, 57-61; Marco, 15, 42-47; Luca, 23, 50-55; Giovanni, 19, 38-42) che coinvolge Giuseppe d'Arimatea, Nicodemo, San Giovanni Evangelista; Maria madre di Gesù e due pie donne. L’opera pare configurarsi come una tappa tardiva nell'itinerario del Carrari e va probabilmente datata entro il primo decennio del XVI secolo.

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L'azione si svolge dinanzi ad una grotta dotata di rozza apertura ad arco all'interno della quale è inserito un sarcofago quadrangolare privo di coperchio; sta per esservi calato il corpo di Cristo sorretto dal sudario. Giuseppe d'Arimatea regge il lenzuolo dalla parte del capo e il suo compagno lo sostiene dalla parte dei piedi. Sono presenti anche la Vergine, San Giovanni e le due Marie piangenti.

Il dipinto pervenne all'attuale collocazione dall'antica chiesa di San Nicolò in Ravenna.

L’opera pare configurarsi come una tappa tardiva nell'itinerario del Carrari.

Diagnostica e analisi

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Scheda informativa

Collocazione

N/D

Certezza luogo esecuzione

Si

Secolo da

XVI

Periodo da

Primo decennio

Certezza data esecuzione

Si

Tecnica

Tempera su tavola

Altezza

114

Larghezza

110

Cartina

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Collocazione

N/D

Certezza luogo esecuzione

Si

Secolo da

XVI

Periodo da

Primo decennio

Certezza data esecuzione

Si

Tecnica

Tempera su tavola

Altezza

114

Larghezza

110

Cartina

Interventi conservativi

Intervento conservativo

Intervento di restauro

Inizio intervento

1987

Fine intervento

1987

Restauratore

CRC Restauri

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Intervento conservativo

Intervento di restauro

Inizio intervento

1987

Fine intervento

1987

Restauratore

CRC Restauri